Italia

Tripnpeople: quando il viaggio si identifica con una passione.

Team TnP

Se prendiamo il dizionario e cerchiamo il termine viaggiare, vediamo che questa parola, tanto usata e forse abusata, significa letteralmente: “trasferirsi da un luogo a un altro con un mezzo di trasporto compiendo un tragitto di una certa durata”. Viaggiare quindi vuol dire attraversare, percorrere, spostarsi, muoversi. Oggi nell’immaginario collettivo viaggiare significa soprattutto allontanarsi dalla routine quotidiana, dallo stress del lavoro, dalle solite abitudini e dagli invadenti obblighi giornalieri. Viaggiare significa quindi fuggire e vivere una vita diversa da quella abituale, che sia solo per pochi giorni o per una settimana o due. Ma siamo sicuri però che il termine viaggiare si riduca solo a questo aspetto e non esprima invece molto altro ancora? Di fatto c’è da fare i conti con le emozioni, la scoperta, il piacere della conoscenza e lo stupore di trovare nuovi punti di riferimento che aiutino a conoscere meglio se stessi. Un corollario di elementi legati indissolubilmente all’esperienza che comporta la decisione di intraprendere un viaggio. Negli ultimi tempi, però, a questi nobili fattori che inducono a preparare le valigie e partire, ce n’è da aggiungere un altro che sta spingendo e invogliando sempre di più il viaggiatore a vivere questa sorta di opera mutevole. Ed è la passione.

La stessa che rappresenta il punto di forza dell’intero lavoro che TripnPeople porta avanti ormai da alcuni mesi. E cerchiamo di spiegare meglio di cosa si tratta o semplicemente di ribadire il concetto che sta alla base del nostro portale. Alcuni preferiscono definirlo turismo vocazionale, ma poco importa dal momento che in sostanza si è di fronte a un fenomeno in costante crescita. Un fenonemo che sfugge alle consuete regole dell’economia e della socialità, perché sprona i possibili viaggiatori a “mettersi in cammino” per soddisfare un proprio personale bisogno legato a una passione. Ed ecco allora che entra in scena la parola che identifica la caratteristica principale di TripNpeople, la sua identità, la sua essenza: la passione.

E i dati, che supportano la nostra scelta, parlano chiaro: “sia essa passione sportiva o fede religiosa, conoscenza culturale o gioco, partecipazione a eventi legati alla bellezza o alla tecnologia, approfondimento per la ricerca fotografica o l’apprendimento artistico, o per altre innumerevoli motivazioni, ciò che muove oggi le persone è, innanzitutto, una scelta altamente personale. La priorità quindi viene data, oltre alle tradizionali vacanze al mare o in montagna, a un soggiorno per il proprio godimento personale.” E a dimostrarlo è una ricerca condotta da JFC, società che si occupa di consulenza turistica e marketing territoriale.

Ed è proprio all’interno di questo nuovo approccio al viaggio, appena evidenziato, che si sviluppa poi il fenomeno delle cosiddette tribù turistiche. Cosa vuol dire a grandi linee? Che ogni passione esiste e si fortifica sempre di più se è in grado di essere condivisa da un certo numero di persone che danno vita e linfa a una vera e propria tribù, con riti comuni, con un linguaggio comune e con regole specifiche. La passione può essere in grado di generare una comunità virtuale attraverso gli strumenti della comunicazione, condivisione, aggregazione e informazione.

Entare a far parte di una di queste tribù significa, nel dettaglio, partecipare a momenti speciali, a eventi particolari, a incontri dedicati; o significa, molto più semplicemente, essere coinvolti in una comunicazione, in un dialogo, in uno scambio e in una condivisione on line. Perchè la passione si sviluppa soprattutto sulla rete, appunto attraverso la condivisione con altri appassionati.

Si calcola che il turismo delle passioni si sviluppi, in Italia, in 363 principali tribù e in altrettante sotto-tribù, per raggiungere complessivamente 725 passioni capaci di generare flussi turistici non solo nel Belpaese ma anche all’estero“, è quello che afferma Massimo Feruzzi, Amministratore tripunico di JFC e responsabile della ricerca citata qualche riga sopra.

E, in tutta sincerità, a TripNpeople questo discorso o fenomeno legato alla tribù virtuale piace molto. Anzi, moltissimo. Generare la nostra personale tribù, o community, di appassionati risulterà semplice, divertente e anche stimolante. Non solo. Permetterà di creare una sinergia speciale con gli altri utenti, condividere esperienze, discutere della stessa passione, far circolare informazioni utili, dare slancio a nuove amicizie, incuriosirsi a nuovi interessi e aprirsi ad altre strade e scoperte. E se pensiamo che la passione degli italiani non è mai singola, ma che ognuno di noi coltiva due o tre passioni contemporaneamente, allora ci sarà tanto su cui dibattere.

Emanuela Faiazza

Commenti

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

SHARE

Tripnpeople: quando il viaggio si identifica con una passione.