Italia

Staycation: la vacanza a km zero

Emanuela Faiazza

Quando il turismo mordi e fuggi non è un indice negativo

Le vacanze possono essere ormai considerate una tra le più grandi conquiste della vita moderna, ma anche una delle voci che maggiormente influiscono sul bilancio economico familiare. Se poi  aggiungiamo la crisi finanziaria con cui tutti, pochi esclusi, dobbiamo fare i conti negli ultimi tempi, ecco che allora quel breve periodo di agognato riposo e di libertà riconquistata, viene messo seriamente a rischio. Cosa fare per non precipitare nello sconforto? La risposta arriva questa volta dall’altra parte dell’Oceano e oltre la Manica. Proprio qui infatti si è diffusa da qualche anno una nuova tendenza turistica: la Staycation. Una parola di origine americana, attribuita da alcuni al comico canadese Brent Butt e da altri a un quotidiano del South Carolina, che unisce e amalgama due termini diversi tra loro: il verbo stay, che significa stare o in questo caso restare a casa, e la parola vacation, che vuol dire appunto vacanza.

La nascita e la diffusione di questo interessante fenomeno è da ricondurre alla grave crisi economica che nel 2007 ha messo a dura prova gli Stati Uniti e indebolito successivamente la sterlina nel Regno Unito nel 2009. Non è quindi difficile immaginare come la disponibilità economica sia diventata per molti, nel giro di poco, bassa e vacillante e come questa tendenza abbia iniziato subito a raccogliere i suoi graditi consensi.

Comunque, terminologia e origine a parte, la Staycation rappresenta un’originale alternativa alle vacanze costose e offre la possibilità di scoprire luoghi a pochi passi da casa nostra che non pensavamo nemmeno che esistessero. Proprio così. Si tratta infatti di giocare a fare i turisti nella propria città o nelle zone limitrofe. Visitare i musei, partecipare a eventi sportivi, andare a teatro, godersi una rassegna cinematografica, passeggiare per le vie dei quartieri con la macchina fotografica a portata di mano per dimenticare lavoro o doveri. Per soddisfare passioni e interessi. Per vivere esperienze che possano rendere la città meno ostile, stressante e convulsa. Per ricreare la stessa atmosfera entusiasmante che ci capita spesso di assaporare quando siamo in vacanza. E questo che possiamo definire turismo a chilometri zero calza perfettamente con il nostro territorio dove non c’è che l’imbarazzo della scelta  quado si parla di bellezze architettoniche e paesaggistiche.

Ora, secondo Euromonitor, questa nuova tendenza turistica coinvolge il 20% degi italiani. “Se consideriamo anche chi decide di viaggiare all’interno della propria regione con brevi trasferte di un giorno, arriviamo al 50%“, specifica Pietro Vento – direttore dell’Istituto di ricerche Demopolis, “ma attenzione: non è un ripiego, è una scelta. Felice“. Capito? Niente ansia, frustrazione, rimpianti e malinconia. Se decidete di optare per una soluzione del genere, sappiate che siete in ottima e affollata compagnia. Anche perché le motivazioni che spingono gli italiani a trascorrere le vacanze a casa non sono a volte soltanto di natura economica. Spesso a fare la differenza è il desiderio e la curiosità di conoscere i luoghi vicini che, paradossalmente, non abbiamo mai tempo di visitare durante l’anno.

E come ha spiegato molto bene, in un’intervista a Donna Moderna, Asterio Savelli, sociologo del turismo e docente all’università di Bologna: “In parte il fenomeno è un riflesso della moderna società liquida senza punti di riferimento. Una volta andare in vacanza in luoghi esotici o turistici era uno status, un modo per identificarsi nel proprio ruolo sociale. Oggi non sentiamo più l’esigenza di riconoscerci in modelli di comportamento predefiniti. Anzi, ci piace differenziarci. Noi sociologi lo chiamiamo “interstizio”, lo spazio dove non seguire regole, non adeguarsi a programmi e non rispondere ad aspettative“.

E non si può certo negare che la Staycation consenta di differenziarsi rispetto a certe scelte turistiche inflazionate o scontate, restituendoci la città o la regione in cui viviamo e abitiamo attraverso un mix  di esperienze piacevoli e divertenti. Esperienze che, nella frenetica routine quotidiana, ci renderanno il nostro contesto urbano più familiare e accogliente.

Emanuela Faiazza

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