Milano, Italia

Spazio MUDEC: il nuovo Museo delle Culture

Team TnP

Un luogo moderno con proposte culturali diversificate e originali

Se si è alla ricerca di un museo moderno, in grado di tener testa a quelli anglosassoni e americani, l’invito è quello di trascorrere qualche giorno a Milano e visitare lo spazio Mudec, il nuovo Museo delle Culture: un vero e proprio contenitore di linguaggi espressivi, tradizioni multiculturali e artistiche provenienti da tutto il mondo. Inaugurato all’incirca un anno fa, il Mudec è stato progettato da David Chipperfield nell’ambito del programma di recupero dell’area degli impianti industriali Ansaldo, in via Tortona 56.

L’edificio

Il Mudec è ciò che si definisce un’architettura leggera, non monumentale, che consente un dialogo vero con le opere, offrendo una confortevole fluidità di percorsi. Con 8600 metri quadrati di superficie, suddivisi in tre piani, l’edificio è formato da una serie di parallelepipedi grezzi, simili alle strutture industriali già esistenti. Il piano terra è destinato agli spazi pubblici: caffetteria, bookshoop, didattica, biblioteca, uffici e mediateca; gli altri due piani invece alle esposizioni di America, Asia e Africa, le cosiddette culture extraeuropee. L’attico vetrato infine è adibito a bar e ristorante, mentre il tutto è sormontato da una cupola spettacolare.

Le mostre in programma

Per conoscere al meglio questa realtà milanese sarà possibile visitare gratuitamente fino al 31 agosto 2016 la Collezione Permanente che si compone di oggettistica, reperti, strumenti musicali e opere d’arte dell’America Latina, dell’Estremo Oriente e persino dell’Oceania, per un arco di tempo che va dal 1200 a.C. al ‘900.

Le rimanenti quattro sale invece sono occupate dalle mostre:

  • Gauguin. Racconti dal Paradiso, dedicata al grande artista riproduttore della vita polinesiana.
  • A Beautiful Confluence. Anni and Josef Alberse e l’America Latina che mette in relazione il lavoro dei due artisti con l’arte precolombiana e non europea da loro stessi collezionata.
  • Barbie. The Icon che pone al centro della mostra la bambola che in 56 anni ha riscosso successo in tutto il mondo, abbattendo barriere ideologiche e sociali (fino al 13 marzo).

Dal 25 marzo all’11 settembre 2016 il Mudec ospiterà invece Joan Mirò con un’ampia selezione di opere realizzate tra il 1931 e il 1981 dal grande artista catalano il cui lavoro è stato intimamente legato alla corrente surrealista.

In autunno infine arriverà nello spazio milanese Jean Michel Basquiat che, scomparso a soli 27 anni, è riuscito a  costruire una leggenda intorno alla sua figura e alla sua arte. La retrospettiva ripercorerrà la sua carriera artistica dai graffiti metropolitani newyorkesi alle ultime opere più complesse e tormentate.

Piccola curiosità

In occasione dell’inaugurazione, risalente all’incirca a un anno fa, è stata aperta al pubblico la sala del Mudec dedicata a Khaled Assad, direttore del sito archeologico di Palmira, barbaramente assassinato dagli estremisti dell’Isis. Un esempio, questo, di come la cultura non si arrenda di fronte alla brutalità e ai crimini delle guerre di carattere internazionale.

Il Mudec però non vuole essere identificato solo come un ambiente museale ed espositivo, bensì come un centro multiculturale in cui dar vita a laboratori, convegni e corsi di approfondimento. L’obiettivo infatti è quello di promuovere e sviluppare ogni genere di espressione artistica. E con un obiettivo simile vale la pena scoprire la ricchezza di questo luogo dove convergono tante passioni diversificate e originali.

Tutte le informazioni e i dettagli relativi al Mudec al seguente indirizzo:

http://www.mudec.it/

Emanuela Faiazza

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