67039 Sulmona AQ, Italia

Majella: la montagna madre.

Team TnP

Le cose belle non chiedono attenzione, la prendono da sé.

La Majella è una montagna di grande fascino e potenza, ma al contempo anche di grande amorevolezza e accoglienza.
Gli abruzzesi la chiamano Montagna Madre, perché da milioni di anni questa figura governa la vita di chi la popola, la conosce, la rispetta.
Perfino di chi la sfida.
La Majella non la si conosce mai fino in fondo, ella conserva ancora segreti e meraviglie da scoprire;
l’uomo nelle sue trasformazioni ed evoluzioni ha lasciato su di lei segni e preziose testimonianze: le capanne a Tholos, le grotte pastorali, i luoghi di culto, le chiese rupestri, gli eremi  probabilmente l’incontro più significativo tra uomo e montagna.

Al di là del mito, la Majella custodisce da sempre paesaggi sublimi e selvaggi, di grande spazio e respiro che a tratti annientano persino; profondi canyon scavati da millenni di passaggi di forme d’acqua, vasti altipiani di grande apertura, vallate e boschi e poi vette importanti, cime diritte, rave, selle e porte che la consacrano meta ambita e apprezzata da scalatori, sci alpinisti, trail runner.

Sorprende sempre la Majella, come quando appare, anche dal mare, nei giorni tersi di sole mostrando tutta la sua mole adagiata tra cielo e terra, a dire che lei è sempre li, presente a sorvegliare i suoi figli abruzzesi sia che essi vivano sulla costa, nelle città o in entroterra montano.

Luogo privilegiato di spiritualità, la Montagna Madre ha da sempre suscitato la ricerca e il contatto con Dio; affonda nei tempi l’origine di questa sacralità che ha portato uomini devoti a trasformarsi in eremiti per nascondersi tra i suoi luoghi più impervi e inaccessibili, sfidando la stessa sopravvivenza dove però più forte ed evidente era il contatto con il cielo e soprattutto dove era possibile udire il grande silenzio del creato.
Per le genti d’Abruzzo il legame con la Montagna non è mai stato lasciato, in essa riconoscono spontaneamente la personificazione delle cose viventi, della fertilità, della maternità, quindi della Terra stessa.

Ai pastori abituati a salire fin sulle più alte vette, ma anche a chi quelle stesse vette le ha scalate per passione o per la ricerca di uno scopo, chiunque chieda se abbiano ascoltato la voce dolorosa di Maja, essi risponderanno che li in alto dove il vento non cessa mai di battere, la voce di Maja o Majella si ode forte e imperitura.
La Majella è diventata il simbolo dell’Abruzzo, di quel legame fortissimo e arcaico della gente con questa terra, in essa riscoprono liberamente la propria identità. Per questo si dice che un abruzzese anche quando lascia la sua terra non parte mai veramente, ma lascia dietro di se un filo per la strada del ritorno.

di Majellando

 

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