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Il Turismo Sensoriale

Team TnP

Turismo Sensoriale. Il tatto e l’udito per chi non vede.

Se pensate che il turismo sia solo divertimento, fenomeno di massa e opportunità per pochi, in questo articolo ho il piacere di smentirvi raccontandovi un altro tipo di turismo. Quello accogliente, inclusivo, solidale e accessibile a tutti, nessuno escluso. Un turismo che permette di ammirare le bellezze del nostro paese toccandole con le mani per trasformarlo sempre di più in un’esperienza sensoriale, pensata e diretta soprattutto a persone davvero speciali. È così che si stanno sviluppando in maniera esponenziale prodotti e servizi turistici dedicati ai non vedenti e agli ipovedenti che, attraverso esperienze tattili, riescono a vivere, conoscere e scoprire le meraviglie di un territorio.

All’estero ma anche in Italia si moltiplicano quindi le offerte rivolte a questo segmento turistico che mette in campo i nostri sensi e le nostre sensazioni, come racconta in maniera dettagliata e approfondita il Corriere della sera.

Qualche esempio in Italia

Sono molte le città italiane che testimoniano una spiccata sensibilità nei confronti della disabilità visiva e tra queste c’è Bologna che, con i suoi itinerari multisensoriali ideati per far scoprire “la dotta e la grassa” a chi non vede, si dimostra particolarmente vicina ai non vedenti e agli ipovedenti. Grazie a mappe tattili e a un’attenta indagine sul territorio, l’esplorazione della città viene riconsiderata attraverso percorsi elaborati per esaltare al massimo il tatto, l’olfatto e l’udito, fornendo così ai non vedenti un’esperienza di conoscenza e comprensione completa di Bologna, del suo cibo, della sua storia e dei suoi musei. La valorizzazione del patrimonio locale e l’accessibilità sono gli obiettivi fondamentali del progetto che prende il nome di Bologna in tutti i sensi e che garantisce la piena fruizione delle opere d’arte e dei luoghi culturali alle persone con disabilità visiva, coinvolgendole attivamente nella scoperta delle bellezze artistiche e architettoniche della città. Anche Matera ha iniziato a sperimentare visite guidate per i non vedenti e a utilizzare i pannelli in Braille nei luoghi di maggiore interesse storico e artistico. E anche in questo caso gli itinerari proposti mirano a unire la conoscenza del patrimonio culturale e naturale autoctono alla cultura dell’accettazione e dell’attenzione al paesaggio come bene comune e come risorsa economica, ecologica, ambientale e sociale. Infine è bene ricordare Gangi, in provincia di Palermo, che ha creato il primo percorso sensoriale in Sicilia per non vedenti con un sistema di guide interattive e audio-guide ad attivazione automatica GPS e infrarossi in cinquanta diversi punti di interesse turistico. Ma questi sono solo pochi esempi delle numerose offerte che svariate città della nostra bella Italia propongono a chi vuole viaggiare e godere delle gioie che luoghi nuovi e suggestivi arrecano, nonostante si possano avere problemi visivi.

Musei tattili

E se si è amanti della cultura, non mancano i musei tattili per i non vedenti e per gli ipovedenti. Con la possibilità quindi di toccare opere d’arte o di ascoltare percorsi espositivi. E per abbattere non solo le barriere architettoniche, ma anche quelle percettive e sensoriali, gli strumenti da utilizzare sono infatti la creazione di allestimenti specifici attraverso descrizioni audio, guide specializzate, mappe tattili, plastici e calchi di opere d’arte da poter ammirare con le mani. Il primo in Italia ad attuare un programma pensato appositamente per i non vedenti è stato il Museo Omero di Ancona che vanta una collezione permanente che comprende 300 opere fra copie di arte antica e moderna, sculture originali del Novecento e sculture contemporanee, modelli architettonici in scala, modelli volumetrici e reperti archeologici. Ma non solo. Il Corriere della sera cita anche l’esempio degli Uffizi da toccare a Firenze grazie a un progetto del polo museale fiorentino e l’allestimento didattico per non vedenti dei Musei Capitolini a Roma, composto di libri-guida in caratteri grandi

e Braille, cd audio, mappe in rilievo, modellini di statue e architetture.

Parchi a misura di sensi

Dal momento che siamo ormai alle porte dell’estate e delle belle giornate di sole, non bisogna dimenticare quei parchi in cui esistono itinerari dedicati ai non vedenti con corrimano, mappe in rilievo e cartelloni in Braille. Si va dal sentiero della riserva naturale La Fagiana nel parco del Ticino (in Lombardia) al percorso San Felice nel parco laziale del Circeo; dal parco archeologico di Elea-Velia (in Campania) all’orto botanico del parco nazionale della Sila (in Calabria). E proprio in questa regione, il Calarcheo, il parco sottomarino di Reggio Calabria, offre la possibilità di immergersi per andare a toccare con mano le anfore e i capitelli che sono depositati sul fondale, guidati ovviamente accompagnati da un sub esperto e seguendo le corde che vanno sott’acqua.

Tutti questi processi quindi inducono a utilizzare in modo mirato e cosciente la sensorialità per rendere il turismo sempre più accessibile e a misura di disabilità visiva.

Emanuela Faiazza

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