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GLI SPORT ESTREMI e il brivido di superarsi

Team TnP

Il momento giusto, un pizzico di sana follia e il rispetto per la sicurezza per scoprire nuove emozioni e nuove passioni

 Alla vista delle spettacolari immagini di impavidi tizi alla prese con attività sportive fuori dal comune, sicuramente la gran parte di noi avrà pensato, e forse anche detto, “io non lo farei mai”. Ma riflettendoci è probabile che la stessa frase l’abbiano pronunciata in molti anche tra gli spericolati poi divenuti protagonisti di quelle immagini. Allora è lecito pensare che, se mossi da sufficiente curiosità, da voglia di osare o anche dalla ricerca dell’occasione per sfidarsi, non sarà difficile essere conquistati da uno dei tanti nuovi e particolari sport che negli ultimi anni hanno fatto riempire le vene di adrenalina a quanti hanno lasciato i freni della paura, per avere in cambio un ricordo indelebile e forse una nuova passione.

Chi è alla ricerca di un nuovo brivido trova nel Belpaese tantissime possibilità tra le quali scegliere l’attività più adatta allo scopo, con diversi gradi di difficoltà o che necessitino piccoli “addestramenti”, sfruttando gli splendidi scenari naturali e gli innumerevoli punti attrezzati a seconda dell’elemento che si predilige: terra, aria o acqua sono pronti ad accogliere chi voglia provare.

Tra gli sport più diffusi ne suggeriamo alcuni:

Rafting

Ricca di parchi nazionali e di catene montuose con migliaia di corsi d’acqua, in Italia il rafting è tra gli sport estremi più diffusi. A bordo di un gommone si scende lungo il corso di un torrente attraversando le rapide, seguendo le insenature di aree boschive o aspri paesaggi lunari. “To raft” significa navigare su una zattera: si sfreccia nel cuore della natura trascinati dalla corrente, protetti da muta, caschetto e giubbotto per il galleggiamento. I gommoni da rafting offrono il vantaggio di affrontare l’emozione in comitiva, essendo la capienza pensata generalmente per 4-8 persone, in modo da condividere ogni istante di questa esperienza con i propri amici o per conoscere nuove persone. Dal 2010 è stato riconosciuto come nuovo sport anche in Italia dal CONI e nello stesso anno si sono svolti i campionati europei in Trentino, nella splendida cornice delle Dolomiti della Val di Sole.

Oltre al Trentino si possono trovare aree attrezzate anche in altre regioni dello stivale: tra le più note possiamo citare la Valle d’Aosta, sulla Dora Baltea considerata il “Colorado d’Italia”, l’Umbria con le bellissime Cascate delle Marmore in provincia di Terni o il fiume Corno presso Norcia. Anche in Lombardia si pratica rafting sul Ticino e in Piemonte nella zona di Vercelli ai piedi del Monte Rosa. Sono attrezzati molto bene anche in Veneto sul fiume Brenta, mentre a sud il punto di riferimento e nella valle del fiume Lao in Calabria.

Canyoning

A differenza di altri sport acquatici con cui spesso viene confuso, il canyoning o torrentismo, non si pratica con gommoni o canoe, ma consiste nella discesa senza corpi galleggianti in strette gole (canyon o forre) percorse da piccoli corsi d’acqua. Nei percorsi scavati nelle rocce ci si cala in cordata tra salti, scivoli e corridoi allagati; ben protetti da attrezzatura adeguata si seguono percorsi mappati generalmente in gruppi di 4-8 torrentisti.

Il canyoning non è necessariamente uno sport estremo e, come per altri sport, esistono percorsi di varia difficoltà adatti a tutti. Con la giusta preparazione tecnica, una discreta preparazione atletica e un po’ d’esperienza, si può godere in tutta sicurezza della bellezza di luoghi incontaminati e del piacere di uno sport all’aria aperta.

Lo si può praticare in Abruzzo, in Friuli Venezia Giulia, in Veneto e in Sicilia.

Fly pulley

Tra le novità degli sport estremi, anche in Italia ha preso piede il fly pulley, meglio conosciuto come “volo dell’angelo”: tramite un’imbracatura e un gancio si viene assicurati ad un lungo cavo d’acciaio collegato alle estremità di una valle o di due punti rocciosi a diversa quota: la pendenza permetterà di prendere velocità simulando un vero e proprio volo nel vuoto.

In Italia è possibile praticare il fly pulley in provincia di Potenza sulle dolomiti lucane nel cuore della Basilicata, su un cavo che collega il paese di Pietrapertosa (a quota 1020 metri) a Castelmezzano (a quota 859 metri) percorrendo 1415 metri e raggiungendo una velocità massima di 110 Km/h.

A nord, in Valtellina, a due passi dal Lago di Como si parte da Albaredo in provincia di Sondrio e si arriva a Bema e infine, in provincia di Bolzano a San Vigilio di Marebbe si vola sospesi a 1000 metri di altezza sul panorama mozzafiato delle Dolomiti.

Parapendio

Continuando a sognare il volo, altro sport estremo è il parapendio, praticato su molte alture italiane: un’esperienza unica che per i principianti si può vivere su mezzi bi-posto affidandosi ad un istruttore, fino poi a prendere la rincorsa e volare da soli dopo un piccolo corso preparatorio.

Si può ammirare il Lago di Garda lanciandosi da Monte Baldo, tra le province di Verona e Trento, ci lancia anche da Norma in provincia di Latina o da Calascio in provincia de L’Aquila da dove dominare il Parco del Gran Sasso e Monti della Laga. A sud merita la citazione del lancio dal Monte Pollino per volare sulle coste della Calabria e quello della Piana degli Albanesi per godersi la Riserva Naturale Serre della Pizzuta in Sicilia.

Bungee jumping

Il bungee jumping o salto con l’elastico, fu inventato nel 1986 a Queenstown, in Nuova Zelanda, dal campione di discesa libera Henry Van Asch, che perfezionò il “naghol” (salto nel vuoto), rito d’iniziazione praticato nell’isola di Pentecoste nell’arcipelago di Vanuatu a cui si sottopongono gli adolescenti maschi, lanciandosi da alte torri con le caviglie legate a delle liane.

Niente paura, non saranno le liane a sostenervi in un lancio nel vuoto, ma sofisticati cavi a molla che verranno assicurati all’imbragatura sulle caviglie e collegati a ponti, gru o altre strutture sospese.

Oltre a Bungee Center itineranti o altre strutture in parchi divertimento, segnaliamo alcuni luoghi dove la scarica di adrenalina sarà accompagnata dalla vista di splendidi panorami sui quali si affacciano i ponti:

  • Località Veglio-Mosso (Biella)
    È qui che è nato il 1° Bungee Center Italiano il cui ponte, soprannominato “Colossus”, è stato protagonista di oltre 50.000 lanci nei suoi oltre 22 anni di attività. Con i suoi 152 m di altezza e 350 di lunghezza è uno dei luoghi più famosi in tutta Europa, considerato quasi un culto dagli amanti di questo sport. Per informazioni bungee.it.
  • Altopiano di Asiago (Vicenza)
    Il ponte Valgardena è il più alto in Italia e il terzo in tutta Europa con i suoi 175 metri di altezza dove provare l’ebrezza di un salto di 165 metri e 40 di volo libero.
  • Caramanico Terme (Pescara)
    Nel Parco Nazionale della Majella, sulla strada tra San Tommaso e Caramanico, vi attende il Ponte di Salle (104 metri, il più alto del Centro Italia) che vi assicurerà un salto di 90 metri con 25 metri di volo libero.

Queste idee suggerite hanno il compito di solleticare l’immaginazione e la voglia di provare attività sportive non comuni, per uscire dalla quotidianità e immergersi nella natura con i sensi acuiti dal fattore rischio e del pericolo percepito che tutto sommato sono sotto il controllo di ferree norme di sicurezza.

Tra questi presentati e altri sport estremi che ogni anno vengono proposti in veste di novità, certamente ve n’è uno o più di uno che risulti giusto per voi.

L’emozione forte va cercata ovviamente con attenzione, preparazione fisica e sicurezza dei mezzi utilizzati, e poi il gioco della sfida intima con sé stessi farà il seguito.

Provare per credere, è il caso di dire.

Pierluigi Aielli

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