Italia

Il gelato artigianale: una pausa di gusto che arricchisce il viaggio

Team TnP

Tradizione e tipicità italiana fuse in dolci creme realizzate da mani esperte che offrono al viaggiatore l’oasi ideale per ricaricarsi e tornare on the road.

A volte, specie se imbottigliati nel caos di grandi centri, per tirare il fiato o semplicemente per riorganizzare le idee e i programmi fissati nella nostra personale tabella di marcia, si è portati ad accontentarsi del primo posto all’ombra disponibile. E se invece avessimo previsto anche una pausa davvero sfiziosa?

Il viaggiatore appassionato di cibo o che non disdegna di dare al palato la giusta considerazione, trova in Italia la massima espressione dell’arte del gelato, scoprendo o riscoprendo un modo perfetto per regalarsi un momento di quiete che sa di fresco.

Ma come, lo scopriamo solo ora? Certo che no. I cinesi rinfrescavano nella neve un impasto di riso, latte e spezie già 4000 anni fa, Plinio il Vecchio ci racconta come si potevano veder sfrecciare i carretti di gelato per le strade di Roma antica caricati di miele, succhi di frutta e neve proveniente addirittura dall’Etna. Anche Marco Polo riportò con sé dall’Oriente latte e frutta ghiacciati e pare che la parola sorbetto derivi dall’arabo “scherbet” (dolce neve) o da “sharber” (sorbire).

Da Caterina De’ Medici che nel ‘500 stupisce le corti francesi con le sue “creme fiorentine” o Francesco Procopio Dei Coltelli che nel ‘600 porta in Francia dalla Sicilia l’arte di suo nonno del fare granite deliziando i parigini con le “acque gelate” del caffè Le Procope, l’impronta e lo stile italiano si definiscono sempre di più fino al primo dopoguerra, quando i nostri compaesani emigranti portarono con sé questa arte fino a farla diventare fiore all’occhiello del made in Italy.

Preferire oggi il prodotto artigianale a quello delle grandi distribuzioni è la vera scelta di gusto: l’artigiano propone un prodotto fresco nel senso dell’immediato consumo di una magia pensata per non essere conservata a lungo, ma frutto di una preparazione espressa, giornaliera, proprio come farebbe uno chef in cucina. Egli segue tutte le fasi della lavorazione partendo dalla scelta delle materie prime: il contatto diretto con i produttori assicurerà la qualità, rispettando genuinità e sostenibilità con una filiera controllata che spesso passa per il biologico e il solidale.

Oltre a ciò, la chimica della conservazione bandita e il basso contenuto di grassi assicurano al viaggiatore che la meritata pausa abbia anche il gusto della consapevolezza.

Ci permettiamo di segnalare alcune “botteghe” che potrebbero aiutarvi nella scelta della pausa o tentarvi per una dolce deviazione di percorso:

–        Galliera 49: ecco come addolcire il ritardo di un treno o approfittare dell’attesa di una coincidenza a due passi dal       grande nodo ferroviario di Bologna

–        Gelateria De Coltelli: due le sedi per una passeggiata lungo l’Arno a Pisa o in centro storico a Lucca

–        Makì: fine gelateria tradizionale nel centro di Fano

–        Otaleg: tra le migliori di Roma, in zona Gianicolo

–        Marchetti: a Torino nei pressi di Piazza Castello

Tutto pronto per partire o anche per fare una sosta pensata, in attesa delle segnalazioni che vorrete farci arrivare percorrendo in lungo e in largo lo stivale.

Pierluigi Aielli

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