Italia

DIVING: le meraviglie di un mondo incantato

Team TnP

Sempre più italiani scelgono di unire la passione per il mare e lo sport scoprendo il fantastico mondo sommerso.

Da sempre l’uomo ha tentato per necessità o semplice curiosità di penetrare la superficie dell’acqua cercando in mille modi di restare nel blu il più a lungo possibile.

La ricerca va oltre la primaria esigenza di procurarsi il cibo e si perde nella notte dei tempi: tante sono le testimonianze dei tentativi sempre più evoluti che gli uomini hanno effettuato sfidando le profondità.

La pesca, ma soprattutto il commercio di spugne, coralli e perle spingono l’uomo dai tempi degli Assiri o dell’antico Egitto a migliorare la tecnica dell’apnea; il gioco si fa molto più interessante quando poi si intraprende la sfida a respirare, a “riprendere fiato”: nel quarto secolo avanti Cristo Aristotele ci racconta come era in uso andare sottacqua utilizzando contenitori capovolti pieni d’aria, mentre Alessandro Magno viene descritto munito di un ancestrale autorespiratore composto da una pelle di animale cucita a mo’ di otre, dal quale prendeva aria aiutato da un budello. Più recentemente sono mirabili i disegni di Leonardo da Vinci che ipotizzano pinne, boccagli, mute e macchinari per riuscire nell’impresa.

La storia di questa ricerca perde un po’ del suo romanticismo se pensiamo che le esigenze di fondo sono legate essenzialmente da sempre al campo militare o a quello del lavoro; fatto sta che in meno di un secolo si passa dai buffi e quasi preistorici palombari ai moderni sistemi che alcuni personaggi illuminati ed intrepidi come Jaques Cousteau e Folco Quilici utilizzarono qualche annetto fa per condividere le loro fantastiche avventure, facendo scattare nei giovani di allora la scintilla della passione per la natura e le immersioni.

Cosa ci spinge oggi ad intraprendere questo sport? Sicuramente c’è qualcosa che parte dall’amore per il mare, che passa per l’ammirazione della natura e finisce nella curiosità e nell’avventura che accompagnano la scoperta di un mondo apparentemente non adatto all’uomo.

Dalle esperienze raccontate da chi pratica diving i motivi principali sembrano essere i seguenti:

–        La fuga dallo stress: la predilezione per il silenzio ci permette di lasciare questa parte di mondo conosciuto per catapultarci in una dimensione ovattata e placida dove il caos non può raggiungerci. La tranquillità sospesi nel blu.

–        La scoperta di una natura nascosta pronta per essere esplorata. Basterebbe forse anche solo l’idea di questo spettacolo per convincerci a provare.

–        Fare nuove amicizie: visto che è sconsigliato immergersi da soli, ci viene servita la possibilità di fare gruppo e di condividere momenti intensi.

La nostra splendida penisola offre infinite possibilità di scelta che possono stimolare la fantasia e i gusti di tutti: un relitto sommerso, una scogliera piena di vita, una grotta per i più audaci o un fondale sabbioso per chi inizia ad imparare in tranquillità.

Pensando proprio alla sicurezza che deve sempre accompagnare chiunque si immerga, riportiamo le 10 regole suggerite dal Dan (Divers Alert Network) Europe da tenere bene a mente:

1. Frequenta corsi di immersione, di primo soccorso e di aggiornamento con istruttori qualificati.

2. Sottoponiti a controlli medico-subacquei annuali, anche dopo malattie ed infortuni o se devi assumere farmaci. Ricorda di compensare adeguatamente per non mettere a rischio le orecchie.

3. Mantieniti idratato bevendo regolarmente acqua o integratori salini. Evita alcol e sforzi intensi, prima e dopo essere stato sott’acqua.

4. Controlla sempre il buono stato ed il perfetto funzionamento di tutta l’attrezzatura, tua e del compagno. Assicurati che sia adeguata all’immersione pianificata.

5. Indossa jacket, doppio erogatore, manometro e coltello; anche se usi il computer, porta con te profondimetro, orologio e tabelle.

6. Immergiti sempre in condizioni meteo-marine favorevoli, con adeguata assistenza in superficie ed in coppia. Usa la boa segnasub.

7. Immergiti entro i limiti del tuo brevetto. Evita profili ‘yo-yo’ e non trattenere mai il respiro durante la risalita.

8. Risali a 9-10 metri al minuto di velocità, utilizza i modelli decompressivi più aggiornati e privilegia i più elevati livelli di ‘conservativismo’.

9. In caso di sospetta malattia da decompressione, va somministrato subito ossigeno al 100% con un erogatore adeguato e per il tempo necessario. Non tentare procedure di ricompressione in acqua.

10. Smettere di fare immersioni 24 ore prima di volare, o 12 ore se ci si è immersi solo una vota.

Ecco qualche piccola citazione, percorrendo idealmente le nostre coste:

Sicilia

Le immersioni più interessanti in questa regione vengono praticate nelle isole che la circondano: tra queste in particolare Lampedusa, Ustica, Pantelleria, Eolie, sono sicuramente al top della subacquea in Italia.

Sardegna

La Sardegna fa un po’ storia a sé con un paesaggio che nulla ha da invidiare ai mari tropicali. L’acqua turchina e trasparente e le spiagge bianchissime creando uno scenario unico al mondo che continua sotto la superficie del mare. La bellezza naturalistica della Sardegna si sposa bene con una visione di vacanza adatta anche alle famiglie che non vogliono limitare il soggiorno ad un campus esclusivamente subacqueo. I fondali offrono immersioni per tutti i gusti tra pareti, secche, grotte e relitti.

Anche la Sardegna è contornata da isole più piccole come l’isola di Caprera, nell’arcipelago della Maddalena: l’acqua è talmente trasparente che i suoi fondali si possono vedere dall’alto.

A sud è molto interessante la zona che va dal Golfo di Cagliari fino a Capo Teulada dove immersioni profonde aspettano i sub più esperti su relitti fino ad oltre cento metri di profondità.

Isole Minori

Oltre alle due splendide isole grandi, intorno alla costa sono disseminati piccoli paradisi più esclusivi. Queste isole ‘minori’ offrono una miriade di immersioni fantastiche con spunti quasi tropicali. Le isole più a Sud, veri gioielli, sono più lontane dal turismo di massa e richiedono un trasferimento ulteriore per essere raggiunte.

Mar Ligure

Il mar Ligure offre immersioni per tutti i livelli e per tutti i gusti. Nel Parco di Portofino, poco distante da Genova, è stata istituita l’area naturale marina protetta con zone di riserva che si sono ripopolate soprattutto in questi ultimi anni e dove si possono ammirare coralli, barracuda, cernie, dentici e molto altro.Nella zona delle Cinque Terre sono interessantissimi i numerosi relitti a quote minime.
Toscana

Meritano assoluta menzione l’Argentario, il Giglio e Giannutri con fondali per immersioni eccellenti tra scogli e secche. Discorso a sé per l’Isola d’Elba che, essendo collegata molto bene con la costa antistante, permette di sfruttare appieno i tantissimi centri d’immersione arrivando con i propri mezzi.
Mar Ionio

La porzione di Ionio che lambisce la Calabria meridionale è estremamente intrigante dal punto di vista subacqueo, anche se le terre emerse si presentano con un paesaggio che per nulla farebbe pensare a delle cattedrali di roccia poco distanti dalla riva. Incredibili pareti e scalinate portano il sub esperto verso le grandi profondità del cuore del Mediterraneo.

Mare Adriatico

Il fondale basso e prevalentemente sabbioso rende l’Adriatico adatto a chi vuole iniziare questa attività. Tra i punti migliori citiamo l’arcipelago delle Tremiti, naturale propaggine del Gargano già riserva Marina dal 1989, e Numana nella riviera del Conero.

Nel basso Adriatico, la Puglia si tuffa nello Ionio con circa 800 chilometri di coste dal Gargano al Salento offrendo una cinquantina di punti di immersione.
Acque fredde

Anche i laghi meritano di essere menzionati, tra tutti Garda e Como, anche se entrambi spettacolari più fuori dall’acqua che sotto. Alcune chicche meritano invece di essere prese in considerazione, quantomeno come esperienza unica: il lago di Capodacqua in Abruzzo con i suoi mulini sommersi e il lago rosso di Tovel in Trentino.
Il mare dell’Italia va scoperto, immersione dopo immersione, con passione, pazienza e curiosità. Chi pensa di tuffarsi e di girare distrattamente, potrà fare incontri particolari sono se avrà molta fortuna. Se invece si dedicherà ad una meticolosa ricerca, magari con l’aiuto delle guide locali, potrà godersi molto in pochi metri di immersione.

Respirate, rilassatevi e immergetevi. Ne varrà la pena!

Pierluigi Aielli

 

Commenti

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

SHARE

DIVING: le meraviglie di un mondo incantato