Italia

Alla scoperta dei foodies… i viaggiatori appassionati di cibo!

Team TnP

La buona tavola e il vino di qualità come motivazione al viaggio.

Amanti del buon cibo e del buon vino. Appassionati e attenti all’enogastronomia nostrana. Degustatori di manicaretti regionali e di specialità locali. Sono una nuova tipologia di viaggiatori, quelli chiamati foodies, che si organizzano per passare il proprio tempo libero a girovagare tra una sagra di paese e una degustazione, frequentando cantine e trattorie. Del resto, cosa c’è di più bello che soddisfare il palato?

Il termine foodie, che forse qualcuno di voi avrà già sentito pronunciare, non è affatto un neologismo nato nell’era del web 2.0, come si potrebbe erroneamente ritenere. La parola infatti fu coniata addirittura più di 30 anni fa da Paul Levy e Ann Barr che nel 1984 pubblicarono il libro The Official Foodie Handbook, in pratica una sorta di manuale ufficiale del foodie. E in questo testo veniva delineata, in maniera del tutto innovativa e originale, la figura del foodie che non è di sicuro uno chef o un professionista del mondo enogastranomico, ma non è neppure uno sprovveduto in materia di gusti e di sapori. Il foodie è un appassionato competente che, pur non occupandosi di cucina per professione, ne capisce quasi come un professionista. È un intenditore che ama il cibo per passione, lo studia, lo mangia ed è attento a tutte le novità culinarie. Per il foodie il cibo è un richiamo, un hobby, una fonte di conoscenza a cui dedica viaggi nei week end o nei ponti delle festività.

E in Italia il foodie trova sicuramente terreno fertile. Dalle grandi città ai piccoli borghi il nostro paese pullula di eventi, feste, show cooking e appuntamenti enogastronomici in qualsiasi stagione dell’anno. Così i viaggiatori di gusto crescono a ritmo vertiginoso e i numeri lo dimostrano chiaramente. In Italia si aggirano infatti intorno ai quattro milioni e sono prevalentemente uomini con la passione per la cucina, localizzati soprattutto nel Nord Italia e disposti a spendere qualche soldo in più pur di gustare in vacanza qualcosa di diverso rispetto alle classiche proposte del turismo di massa.

Proviamo allora a delineare il profilo o l’identikit di un foodie vero e proprio.
È un viaggiatore culinario che ama la buona tavola, frequenta le botteghe del gusto, viaggia alla scoperta di prodotti tipici, sperimentando però di continuo sapori nuovi e sempre all’insegna del cibo di alta qualità, di solito a km zero o biologico. Cerca i prodotti migliori direttamente dagli artigiani, ne approfondisce la storia e l’origine, legge riviste di settore e organizza viaggi per partecipare a degustazioni o eventi enogastronomici. Il foodie ama degustare tutto ciò che è particolare e innovativo, ma adora anche visitare cantine, aziende produttrici e agriturismi. Ama sperimentare, assaporare, conoscere un territorio attraverso i suoi sapori più autentici. Così nelle manifestazioni gustose made in Italy e in viaggio non si lascia mai scappare il meglio dei mercatini bio e delle botteghe dove setaccia scrupolosamente tutti i manufatti culinari artigianali. Il foodie ama anche tutto ciò che è tradizione: il piccolo negozio di alimentari (dove acquistare un pacco di pasta o un tipo di pane lavorato in una certa maniera), le salumerie (inondate dal profumo dei salumi e dei formaggi tradizionali di ogni territorio), le sagre e le occasioni enogastronomiche sparse in tutto lo stivale. Il foodie è un viaggiatore che generalmente si organizza da solo, cercando informazioni e notizie succulente sul web prima di partire. E tra coloro che amano le esperienze sensoriali, il food&wine, come motivazione di viaggio, si intreccia molto spesso con l’arte, l’ambiente, lo sport e il wellness.

Per il foodie quindi il cibo è piacere, passione e condivisione: “è un piacere da condividere con gli

altri” ma soprattutto “è una passione ricca di significati ed esperienze”.

Tuttavia foodie o no, tendenze a parte, il cibo è da sempre, per chi ha voglia di conoscerlo e assaporarlo, conoscenza, storia, cultura e identità di un luogo.
Emanuela Faiazza

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